— Le piace tanto sentir suonare?
— Sì, Suor Costanza. Sa chi fosse che suonava poco fa?
— Deve essere un giovane maestro di musica. Mi pare lo chiamino Rorò.
— Lo conosce?
— L'ho veduto una volta sola. È venuto fin qui quando lei era ancora molto malato. L'accompagnava la signorina Giacometta.
Bastò questo a ridestare in me la fiera gelosia che già incominciava ad assopirsi.
Conobbi il giovine compositore, la prima volta che discesi, accompagnato dal marchese Otomaro, nel grande salone da pranzo al pianterreno, e presi posto a tavola, fra Giacometta e Beppe Mandusio. Ci era seduto di contro ed era il centro dell'amorosa femminile attenzione.
Rorò era un candidato alla fama mondiale. Lo dicevano tutti.
A questo biondo giovine, dall'aspetto femmineo, eran bastate una ventina di romanze a salire in grandissima fama.