— Tu... tu, Checco?... Ma lascia ch'io ti veda! Lascia che ti guardi! Da dove vieni? Che cos'hai fatto? Perchè non mi hai scritto mai?

Io ero ripreso automaticamente nella mia morsa.

— Checco?... Il mio Checco!!! Sei stanco?

— Molto.

— Ma non troverai da cena. Non ti aspettavo.

— Non importa. Basta ch'io dorma.

— Hai tanto sonno?

— Sì.

Poi la lasciai parlare, strepitare, urlare fin che volle, nè più mi occupai di lei nè le risposi.