L'avevo lasciata piangere sentendo aggravarsi in me una grande pena.
Poi quando la sua piccola bocca, bruciante per la febbre, aveva cercato la mia bocca, l'avevo baciata; ma come una sorellina che cerca un rifugio, che ha paura, che vuole appoggiarsi alla forza di un uomo.
Ed ella, forse, aveva intuito l'irremissibile distanza; aveva sentito che si può morire, ma non si può aspettare l'amore per le strade dalle quali non può arrivare.
Ora imprecavo contro il mio egoismo; mi accusavo.
E vedevo come fosse soave Principina e come preferibile alla complicata e strana Giacometta; ma la ragione può anche fissare un punto di rapporto fra due creature, non però stabilire la scelta che dipende da cause imponderabili.
Giacometta aveva il fascino delle donne che tormentano; delle più infide, ma delle preferite da tutti.
Mille e più volte bisogna sbagliare strada per trovar forse la compagna che può attraversare con noi questo mistero del mondo.
E non sempre la si può incontrare.
Qualche volta vi passa accanto e non la riconoscete; qualche altra volta vi divide l'irreparabile distanza.
Perchè non è vero che al mondo non sia, nell'attimo del vostro passare, un'anima che si compia in voi, che possa vivere in amore con voi, nel cammino verso la morte.