Scesi dalla bicicletta.
Non avevo più che qualche centinaio di metri da percorrere.
E il cuore mi batteva troppo forte perchè non cercassi di calmare l'affannoso respiro.
Mi fermai al cancello.
Due sole finestre della vecchia villa erano aperte, e la porta a vetri che dava sulla scala esterna. Tentai di aprire il cancello rugginoso; ma non vi riuscii. Chiamare non volevo. Cercai un'altra entrata.
Dalla villa non arrivava nè voce nè suono.
Pareva che il vento, il solo padrone del luogo, avesse aperte le due finestre e le avesse lasciate così perchè le ore del giorno entrassero, con la loro luce, per le stanze deserte.
Attesi per vedere se qualcuno apparisse: almeno un servo o un contadino. Nessuno si mostrò. La villa del silenzio era in balìa del suo muto incantesimo.
E se Giacometta era partita? Se arrivavo troppo tardi?