Com'era ben naturale tale dispetto si riversò su di me tanto che, mutato volto e cercata una voce più familiare e cioè più aspra e nemica, mi interpellò come segue:

— E tu non parli?... È così che ricevi tua zia?...

Com'era prevedibile, a tale domanda seguì una sonora risata la quale finì di sconcertare la mia zia color zafferano. Questa si fermò a scrutare il mio volto impassibile, passando quindi a considerare la rubiconda cera dei due uccellatori, dopodichè per non saper più quale atteggiamento prendere, rise a sua volta e disse:

— Hanno ragione di essere allegri!... Sì, hanno davvero ragione!... Si è visto mai, infatti, un nipote tanto screanzato quanto questo mio signor Francesco che non si alza neppure per ricevere sua zia?...

Io solo rimanevo muto e impassibile come mi ero proposto.

— Mi perdoneranno se mi presento così... — riprese donna Adalgisa. — Ero venuta per far la conoscenza di questa Giacomettina nostra!

Si guardò intorno e, afferrata una sedia la trasse a sè.

— Mi permettono?

— Si accomodi!

— Grazie per la loro finezza! Sono proprio stanca. Si figurino che sono stata in giro tutt'oggi per far delle compere e per annunziare il fidanzamento del nostro Checco...