Ma rideva a denti stretti, il mio giallo spettacolo, e se avesse potuto, avrebbe certo dato la stura a tutti gli improperî della sua ricca collezione.
— I signori debbono pensare che io non ho avuta una grande istruzione e che non discendo da una famiglia così nobiliare come la loro. È ben vero che la buon'anima di mia madre era una contessa Pomaranci; ma non portò in dote alla buon'anima del mio povero padre neppure un quattrino. Anche quello fu un matrimonio di amore. Quando nacqui io, le ragazze bastava che sapessero fare la calza. Per la mia istruzione, i miei, spendevano trenta soldi al mese. Tenetelo bene in mente voi, signor Checco, che vi date tanto peso!... Se io avessi studiato quello che avete studiato voi, a quest'ora sarei Cagliostro!... E non c'è da ridere, perchè è vero!...
Si asciugò due perle sudorifere e riprese:
— Del resto io mi ero permessa di presentarmi a questi signori, prima di tutto per far la conoscenza di questa gemma — e indicava Giacometta — che sarà, domani, l'adornamento del nostro focolare; in secondo luogo per dare una forma... sì, per dare una forma canonica a questo lieto evento!... Checco ha voluto versare nel mio cuore paterno la sua felicità!... Povero ragazzo!... Quando lei era partita ha passato qualche giorno come in un mare di Procuste!... Non mangiava più... era in una continua ubiquità!.. Si fermò, impermalita questa volta, e chiese:
— Perchè ridono?...
Per qualche minuto non potè proseguire e stette sogguardando or l'uno or l'altro come disorientata finchè, colto il momento opportuno, si rivolse a me come una vipera per gridare:
— Mi meraviglio di te, poi, brutto porco!...
Ma donna Adalgisa era più cocciuta dell'ariete e quando si era ficcata un'idea nella sua zuccaccia melonina, non c'era caso che uomini od eventi potessero estirparla. Ella si era presentata in casa Maldi per uno scopo e a quello scopo voleva giungere, tetragona all'accoglienza, alle risa ed alle beffe che le erano toccate.
Ella adunque, dopo aver dette mille altre cose balorde, si pose una mano in seno e ne estrasse un involtino che posò sulla tavola. Poi, rivolta a Giacometta, incominciò a dire:
— Io sono sempre qua per riparare alle bestialità di questo mio nipote che non sa stare al mondo. Come si fa a fidanzarsi con un angelo di questa sfera e non pensare neppure a portargli un ricordino?... Il fidanzamento è una cosa sacra quanto il matrimonio consumato e bisogna celebrarlo con qualche gentile minchioneria... con qualche cosettina da niente, ma piena di onore!... Dunque siccome Francesco non ci ha pensato, ci ho pensato io...