E incominciò a svolgere il piccolo involto dal quale apparve una minuscola scatoletta di cartone.

— Oh, è una cosa che non ha pretese! — continuò; — una cosa degna di Checco che non può permettersi grandi lussi!... Però c'è del buongusto!... Il mio Francesco non si è arrischiato di offrire questa cosettina direttamente ed ha voluto, anche per far le cose in regola, ch'io venissi a portarla per chieder loro, nello stesso tempo, la mano di Giacomettina...

A tale colmo, a tale sfacciata improntitudine, a tale balorda cerimonia che la signora Adalgisa veniva inscenando, io non potei più reggere sì che scattai in piedi e gridai:

— Ma non è vero!... Ma non è vero niente!... Io li prego di non credere a una sola delle tante parole dette da questa donna!...

— Scusa... ma non è pazza?... — chiese Giacometta calma calma. — Allora perchè ti inquieti tanto?... Chi vuoi che le creda?...

— Che cosa?... — gridò la zia Adalgisa levandosi. — Pazza?... Chi è pazza?...

Nessuno le rispose. Ella, tutta accigliata, girò gli occhi intorno e riprese:

— I signori credono forse che io sia pazza?...

— Oh, no!... — risposero gli uccellatori.

— Mi pare che la signorina l'abbia detto, però! Io ci sento bene. E certe cose non si possono dire neppur per ischerzo! Basta... io non voglio far nascere una scena, e mi ritiro come sono arrivata. Però faccio notare a questi signori che non si tratta così una gentildonna!...