Sì, signori e signore, io camminavo quella notte, sull'orlo di un precipizio, perchè Giacometta aveva fatto di me quell'uso che si fa di una sigaretta che non garba: la si accende appena e la si lascia incenerire sull'orlo di un portacenere.

Io potevo incenerire mandando il mio esile fiocco di sogni per l'aria; ma Giacometta non si sarebbe commossa.

Ormai lo sapevo. Ero partito dalla casa di lei irritatissimo contro me stesso e più che deciso di punirmi perchè non volevo soffrire come soffrivo.

Questo era il filo di tragedia.

E avevo incominciato a correre per la notte, non per la furia di arrivare chè non dovevo arrivare proprio in nessun luogo; ma per stordirmi.

Poi, dopo aver corso per un bel pezzo, l'affanno mi aveva costretto ad aver meno fretta.

Ma volevo finirla comunque fosse.

Solo mi capitava di non saper sciegliere il modo per porre ad effetto una tale decisione.

Non avevo neppure una pistola.

Ve lo giuro.