Io sapevo fin da allora che il mio destino segnato era la solitudine perchè ciò che agli altri era pace, riusciva tormento al mio spirito e ciò che i miei simili sognavano come un confine desiderato, appariva agli occhi miei come una insoffribile catena.
Io dovevo partire e ripartire; essere il pellegrino di tutti i soli; il pastore che appare un attimo per una strada remota, con la sua stella, dietro una bianca gregge di sogni.
Questa era la mia innamorata malinconia; questo il cuor mio di passante; questa l'ebbra canzone e l'elegia de' miei giorni.
Mi intenderà forse chi ha ascoltato, come io ascoltavo ogni notte, fanciullo, il rombo di un treno perdersi nella remota distanza fino al confine della nostalgia e più in là della nostalgia; mi intenderà chi ha avuto sempre una nomade speranza in fondo al suo sistemato cuore e con quella ha riposato, sognando, il giorno in cui la vita gli è apparsa più vana e monotona e gli uomini sedentarî più insopportabili; e meglio mi intenderà ancora colui che sente morire nella quotidiana povertà dei giorni, ogni poesia: e sogna e spera e inutilmente cerca la nuova parola di Dio, il nuovo rito dell'amore, la freschezza di una nuova acqua fontana che scenda fra le genti abbrutite e angosciate, come una purificazione.
Costoro m'intenderanno quando ci sarà dato incontrarci in un silenzio propizio; soli costoro che sono i poeti del mondo.
E se anche dovessi rimanere senza compagno come sempre sono stato fino a questo punto della vita mia, non mi dorrei ora, come pure più tardi, fino all'attimo mio del trapasso; non mi dorrei della decisione che presi quella sera quando mi affidai al primo vento che passava e alla prima corrente, allorchè mi dissi:
— Ciò che sarà di me, sarà sempre bene!
E il canto più remoto fu quello dell'amor mio; e la strada più lontana quella del mio desiderio; e la sete del mistero fu la mia sola sete.
La luce era ancora sui colli in una delicata bordatura di croco e già cominciavano a comparire le stelle. Io portavo con me l'eredità della mia malinconia.
E ciò farà sorridere, voi, signori, che mi leggete nei vostri salotti dal discreto profumo e bene illuminati..., vi farà sorridere un poco perchè è giusto che così sia con chi, come me, è stato il giullare della propria vita! Ha fatto cioè della vita non un tutto organico come un sistema filosofico; non una cosa ordinata giorno per giorno: un po' per la donna, un po' per gli affari, o per l'arte, o per la famiglia... No!... Anzi ha gettata questa sua vita al primo vento che passava: senza temere la povertà, senza impaurirsi della solitudine... ma solo per partire e ripartire... solo per cercare Iddio e l'amore nel solco della sua tristezza, nell'impeto della sua gioia, nell'angoscia eterna del suo cuore sempre innamorato e sempre insoddisfatto.