— Evviva!

La Trimurti si alzò protendendo i calici ricolmi.

Nel frattempo un nuovo personaggio era entrato nella sala. Si notò il bagliore di una cravatta rossa, il lampeggìo di due occhi fieri, la baldanza di due baffi diritti.

— Oh Cavalier Mostardo! Bevi! — fece Bortolo, protendendo al nuovo venuto un calice: ma il Cavaliere passò sdegnoso, ringraziando a pena. Pareva avesse vinto a Waterloo.

Si avvicinò a Popolini e gli disse a mezza voce:

— Debbo parlarti. — Poi si chinò e rapidamente, a l'orecchio, gli sussurrò alcune parole. Il Popolini sorrise, impallidì e disse forte:

— Ne sei ben certo?

— Come del sole! — rispose il Cavaliere con ampio gesto.

Si fece assoluto silenzio. I convitati si protesero verso il Popolini che si era alzato per parlare. Passò un attimo in cui il repubblicano assaporò la gioia di sentirsi centro di tanta attenzione poi, scandendo le parole, ad alta voce annunziò:

— Europa è salva!