— Salva! — gridò Gian Battifiore.

— Salva! — ripeteron le sorelle.

— E chi l'ha trovata? — chiese Gian Battifiore, pallidissimo e tremante.

— Io! — esclamò il Cavalier Mostardo. E rimase rigidamente immobile. In quell'attimo, parve agli astanti più grande di una rupe.

A l'alto silenzio seguì un diluvio di domande, di ringraziamenti, di promesse; fu allora che il violino del vecchio medico riprese la solfa sospirosa.

La signora Eulalia, sorridendo a l'unico ammiratore del suo grande marito, dette l'eterna nota di gaudio:

— Come suona bene Pantaleone!

E Sghìrbazz, appoggiato allo stipite della porta, rispose rudemente, chinando il capo:

— Sì!

CAPITOLO XII. Nel quale si vede come Madonna Luna si dichiarasse nemica di Monsignor Rutilante.