— Salva! — gridò Gian Battifiore.
— Salva! — ripeteron le sorelle.
— E chi l'ha trovata? — chiese Gian Battifiore, pallidissimo e tremante.
— Io! — esclamò il Cavalier Mostardo. E rimase rigidamente immobile. In quell'attimo, parve agli astanti più grande di una rupe.
A l'alto silenzio seguì un diluvio di domande, di ringraziamenti, di promesse; fu allora che il violino del vecchio medico riprese la solfa sospirosa.
La signora Eulalia, sorridendo a l'unico ammiratore del suo grande marito, dette l'eterna nota di gaudio:
— Come suona bene Pantaleone!
E Sghìrbazz, appoggiato allo stipite della porta, rispose rudemente, chinando il capo:
— Sì!