Un immenso letto di noce si distendeva sotto il trionfo del baldacchino, sorretto da quattro colonnine nere, a fregi d'oro; un angiolo, a sommo degli archi, reggeva le cortine che condiscendevano in lievi ondeggiamenti a velare i guanciali e le grandi coperte di damasco, ramezzate d'oro.

Vi fu un breve silenzio, poi Giasmîn si avvicinò al letto, alzò le cortine e disse: — Guardino, come è bello!

E siccome i coniugi non fiatavano, continuò:

— Ci si deve star bene come su le prime erbe: come sul fieno fiorito. — Affondò una mano fra le coltri. — È soffice che più non potrebbe esserlo. Su la lana ci si imparadisa, come dicono su, a San Benedetto, ed ogni sposa da noi — fece volgendosi — vede? ogni sposa da noi porta il suo sacco di lana perchè i primi sonni siano belli.

La paglia è dura; stride. La notte par d'avere sotto al capo un mondo di grilli. A volte ci si sveglia di soprassalto che, sa Dio come, pare qualcuno salga sul letto e lo scuota. L'altra notte ebbi paura veramente. — E scoppiò in una risatella breve che le passò nella gola tremando, le illuminò gli occhi e il viso, riempì l'aria di un brivido.

Le finestre della stanza nuziale si aprivano su la breve spianata alla quale facevan doppia corona gli abeti e i cipressi; oltre i primi colli e le lunghe vallate, si stendeva nella lontananza l'azzurro cupo della pianura e la bianca chiarezza del mare.

— Se odono rumori, la notte — riprese Giasmîn — non vi pongano mente. Su la torre maestra, in una vecchia stanza abbandonata, hanno il nido i barbagianni e le civette. I barbagianni russano come uomini e soffiano. Dicono i vecchi che soffian per ispegner la luna che li infastidisce. Li odo anch'io dal mio letto, ma ormai ci sono abituata.

Europa aveva ascoltato poco rassicurandosi nel cuore. Manso Liturgico osservava con soverchia attenzione il disegno degli arazzi sfioriti dal tempo.

Visitarono un'altra stanza più modesta e la cucina; un'ampia cucina annerita dal fumo, con una cappa di camino che poteva ricordare l'entrata di qualche remoto inferno.

Passaron quel giorno parlucchiando, guardandosi di rado, turbati sì dal luogo pauroso come dalla tensione nervosa causata loro dagli avvenimenti improvvisi.