— Non lo so.
— Non lo sai?
— No.
— E dove andiamo allora?
— Al Castello dei Lecci.
Ora il primo sole, languidamente roggio, stendeva la sua carezza su quelle terre, verdi di folte vegetazioni e univa nella luce blanda i gruppi d'alberi, fondendoli in masse d'oro fantastiche, coronanti i culmini e le valli.
Sbucarono i viaggiatori, dopo lungo andare silenzioso, in un prato che si stendeva in dolce declivio. Ivi pascolava un gregge e una giovanetta lo seguiva, guidandolo con un suo lungo vinciglio.
Gridò il Cavalier Mostardo poichè scorse l'abitatrice dei culmini:
— Ehi ragazza!
Quella si volse e rimase immobile guardando.