— Buffone!
— Patriottardi da strapazzo!
— Canaglia in mala fede!
— Prete!...
— Ah! assassino! — gridò Pietro Ramelli preso dalla cieca furia della sua violenza a l'imperdonabile insulto. E Teseo Alvisi e gli altri compagni usarono la forza per trattenerlo, ch'egli, posto già un piede sul parapetto del palco, stava per lanciarsi a l'assalto.
— Lasciatelo venire! — gridarono dal palcoscenico.
— Liberatelo, l'eroe da burla!
— Lo vedremo! Venga, venga l'amico dei preti!
— Non ci si muove. Ti aspetteremo fino a domani, capitano!
E Pietro Ramelli, reso impotente dalla vigorosa stretta di sei poderose braccia, proteso il capo dagli occhi iniettati di sangue, continuava a lanciare le sue invettive.