Aspra fu la lotta alle Colìe, regione divisa in due nimicissimi campi: socialista e repubblicano. Un fiume che scorreva per le verdi e belle campagne, un fiume profondo e azzurro, serviva di confine ai due partiti.
Su la destra del fiume si trovava un villaggio: Asis, piazza forte dei repubblicani; su la sinistra, un poco più innanzi, era un secondo villaggio: Duràz, torre maestra dei socialisti.
Gli abitanti del primo erano in prevalenza contadini; quelli del secondo erano braccianti e barrocciai.
Non nasceva ombra d'uomo ad Asis che non fosse battezzato repubblicano e non dovesse per conseguenza nutrire un verace odio per gli abitanti de l'altra sponda; e a Duràz, ogni neonato succhiava spontaneamente il collettivismo con le prime goccie di latte dal dolce seno materno.
Se ad Asis fu, per il Cavalier Mostardo, larga e facile messe, a Duràz, l'idea de l'unione dei partiti popolari non ebbe efficacia.
Nei giorni che seguirono, il Cavalier Mostardo, dando ampia relazione del suo operato, fece notare come fosse necessaria un'azione concorde contro Duràz, villaggio sovversivo, peste dannosa che si doveva combattere con lena gagliarda per evitare irreparabili danni al razionale estendersi del partito repubblicano!
Ma ormai il momento solenne era vicino e la voce del Cavaliere passò inosservata.
Il Comitato istituito per la compilazione e la diffusione dei manifesti, del quale facevano parte l'assessore della pubblica istruzione Bartolomeo Campana e Tragico Arrubinati, cominciò la sua opera di propaganda.
Furono da prima enormi manifesti nei quali si annoveravano i pratici benefizî che sarebbero derivati al popolo dalla elezione di Livio Merate. Ogni male, al solo presentarsi de l'apostolo rosso, sarebbe dileguato e i beni, in benefiche masse accorrendo, avrebbero scacciato ogni miseria. Livio Merate chiudeva il vaso di Pandora; Livio Merate era l'Ecce Homo dei nuovi credenti, il divulgatore dei vangeli per il trionfo dei quali tutta una falange di martiri giaceva disseminata sotto le zolle.
I muri de l'eroica città passarono rapidamente nel corso delle ore, dal bianco al vermiglio, dal vermiglio al verde, al giallo, a l'indaco. I colori si sovrapposero, si fusero, formarono immani tavolozze.