Gli ambienti, adibiti a l'alta funzione politica, furono presi d'assalto dagli uomini di parte rossa. Urlando e sbracciandosi si scagliarono verso le urne.
Nel frattempo, una geniale idea di Bartolomeo Campana, aveva trovato sua pratica applicazione. Erano state scelte, fra il popolo, le giovanette più avvenenti, e si era fatta indossar loro una veste del color di fiamma viva e, a gruppi, erano state poste su la soglia delle varie sezioni, per distribuire le schede su le quali figurava il nome di Livio Merate.
Alle dieci era compita la prima votazione terribilmente indiavolata. Vi fu sul principio un istante di panico fra le masse repubblicane, poichè erano corse male voci; ma gli animi si rincorarono allorchè furono positivamente noti i risultati. Su otto seggi, cinque erano stati conquistati dai popolari e tre dai monarchici.
Sotto gli auspici di sì maraviglioso principio, la votazione fatale cominciò.
Fra lo sventolìo delle bandiere, sotto l'ardente sole estivo, fra un via vai continuo, un incontrarsi, un soffermarsi, un sussurrio di parole a pena pronunciate e male intese, i cittadini cominciarono il loro còmpito solenne.
Andavano a gruppi o alla spicciolata, attardandosi su la soglia delle sezioni, sogguardando coloro che ne uscivano, quasi tentassero investigarli nel più profondo de l'anima e divinare così, per chi fosse stata la loro preferenza di elettori.
Sotto ai porticati, innanzi ai caffè, non era più gente la quale, placida nel riposo estivo, oziasse, incurante di ogni umano affannarsi; l'alta febbre, l'agitazione comune aveva preso i più refrattari, trascinandoli nel suo vortice.
Il sole ascese, toccò il meriggio, indicando invano a quella sua esigua torma di fedeli, l'ora consueta del pasto quotidiano.
Giunsero frattanto i grandi carrozzoni dentro ai quali, stipati, chè uno in più non vi si sarebbe costretto, erano i contadini elettori, i gruppi raccolti quà e là dai seguaci sguinzagliati per le campagne.
A Porta del Mare, un gran frastuono richiamò l'attenzione dei passanti e delle buone comari che attendevano alle loro faccende.