— Ah! mi dice Tininana! — rispondeva illuminandosi per la subita comprensione il malcapitato.
— Ma e nôm d'batésum? Il nome di battesimo?
— Giorgio!
— Poi?
— Zorz di Bissi.
— Allora avanti!
— Che scusa? — mormorava dubitando il contadino; ma il capo con una spinta l'univa al branco, gridando:
— Avanti con gli altri che non c'è tempo da perdere!
E la schiera si avviava muta al suo destino, preoccupata solo di avere l'altra metà di un biglietto da cinque lire, rimborsabile a voto compiuto.
L'orologio della torre aveva suonato le due pomeridiane. Il caldo era soffocante.