— L'Italia l'Italia! Il Metternich disse ch'era un'espressione geografica, ma sbagliò!... L'Italia... è un'espressione umoristica!
CAPITOLO XVI. Nel quale il giovinetto Imeneo getta la sua ghirlanda di rose e gli anarchici esplorano altri cieli.
Le avversità non fiaccarono l'arditezza di Monsignor Rutilante, nè scossero il suo volere. Però, dopo le molteplici sciagure che Satana aveva, a sua gioia grande, scagliato su la dolce figlia del Signore, la Chiesa, il vescovo animoso e superbo più non uscì dal suo augusto e tetro palazzo e nessuno più volle vedere: nè amici, nè parenti, nè le signore che lo avevano in sì squisita grazia. Lesse l'Ecclesiaste e meditò un suo piano di rivincita.
E siccome gli uomini, rossi o no che siano, non possono ancora fare a meno dei preti; e siccome il Cristianesimo con tutto il suo mondo spirituale è sì bene infitto nel cuore dei più, tanto da rivelarsi incoscientemente, Monsignor Rutilante, vide che il suo commercio, non ora poi tanto vicino al fallimento come poteva sembrare a prima vista e si rincorò.
La Chiesa, derisa e vituperata dagli uomini rossi nelle sue esteriorità, in ciò ch'era formula di culto, aveva alla fin fine un impero sovrano su l'animo dei fieri ribelli, dei sedicenti liberi pensatori; essa li coglieva là, ove la loro morale li teneva al giogo; li coglieva nella tradizione, nella consuetudine, ne l'educazione basata sempre su gli antichi cardini di umiltà.
Monsignor Rutilante era, in ultima analisi, convinto di una verità: fra i clericali e i repubblicani non era poi un gran divario, un insuperabile abisso; essi non si trovavano certo ai due termini di una antitesi, nè erano come la Luce e Mammone. Bastava un accurato esame per convincersi di ciò: ne l'organamento, nelle finalità potevano chiamarsi preti tanto gli uomini di parte rossa come quelli di parte nera.
Tale l'opinione di Monsignor Rutilante, uomo di sottile esame.
Naturalmente egli era ben lontano dal comunicare agli amici il risultato delle sue osservazioni e de' suoi studi; teneva la deduzione per sè, pronto a servirsene ad occasione propizia, allorchè le cose, ch'egli veniva disponendo, avrebbero trionfato per il bene della Chiesa.
Frattanto, nella notte che seguì il risultato finale delle elezioni, Monsignor Rutilante fece apprestare la sua vecchia berlina settecentesca e, per vie remote, si avviò a una sua lontana villa posta fra le pinete e il mare: fra l'eterna foresta e l'Adriatico verde, maravigliosa cuna di pace.
Egli aveva bisogno di una sosta e andava a cercarla ne l'isolamento completo, fra gli alberi che non hanno parole e partiti e il mare che addormenta, con la sua voce sognante. Il mare buono e bello.