Nello stesso tempo dalla fine del vicolo si udì un lungo fischio di chiamata. Marcôn volse il capo, poi disse al Cavaliere:
— Sentite? Mi chiamano.
— E chi sono?
— I compagni.
— Ma lasciali partir soli, vieni con me. Berremo del buon vino ed io ti terrò sotto la mia protezione.
— Non posso! — rispose col consueto tono flemmatico il profeta. Il Cavalier Mostardo sbarrò gli occhi, strinse i pugni, guardò l'omuncolo quasi lo volesse inghiottire, poi si corresse e dopo un:
— Va al diavolo! — gli volse le spalle e se ne andò.
Marcôn, come fu libero, rispose alla chiamata e raggiunse la comitiva che l'attendeva presso Porta del Sole.
Erano della comitiva: Gargiuvîn, Apulinèr, Schignòtt, Don Vitupèri, Arfàt. Gli anarchici.
Il giorno prima, uscendo dalla prigione, Gargiuvîn li aveva riuniti ad uno strano convito, in un orto solitario del suburbio.