Poi riandarono muti, l'un dietro l'altro, verso le vie de l'ignoto, verso i dolci e terribili ideali della loro anarchia.

CAPITOLO XVII. Nel quale i repubblicani proclamano il Supremo Trionfo.

Si erano vestite a nuovo Asia, Africa, Oceania e America.

Europa indossava l'abito nuziale tutto bianco e sgargiante e sui capelli portava, nonostante la precursione degli avvenimenti la simbolica ghirlandetta.

Asia aveva una lunga veste di raso verde; di un verde estivo, denso, a riverberi cupi, che usciva, per la lucidità metallica della stoffa, in bagliori improvvisi, in urlanti stonature di colore. Ella aveva scelto un tono alla sua disperazione.

Ormai, come l'ultima sembianza di giovinezza cadeva, come sfiorivano anche gli ultimi germogli de l'età divina ed ella ne sentiva giorno per giorno la lenta e ineluttabile dipartita, ciò che v'era di latente bontà ne l'anima sua si cristallizzava, era inutile e impossente forza, perduta negli amari deserti di un'antica verginità crudele.

Quasi uno spirito vendicatore era sorto in lei, non diretto a scopo determinato: ella non aveva pensiero critico bastante a comporsi un qualsiasi ente morale ingiusto contro il quale dirigere la sua violenza: ella viveva nella legge e credeva in Dio; viveva nella consuetudine e n'era schiava, tutta schiava e cieca onde di tutto il suo male non trovava ragione esterna e la sua ira si rinchiudeva in lei e la rendeva cupa e scabrosa come vie non battute.

Solo le creature meno responsabili di quel suo sfiorire in desideri solitarii, le creature che le vivevano a lato, risentivano degli scatti che la Nemesi vendicatrice, annidatasi ne l'anima sua, aveva quotidianamente. Così la madre Veneranda e Divina e le tre sorelle.

Ella, chiusa come un sepolcro quando si trovava in gaie comitive, si apriva agli urli ed a l'ira non appena la vita consueta l'avesse richiamata nella sua insuperabile prigione; e la madre e le sorelle lasciavano libero corso alla torrenziale piena che scendeva ad inabissarsi, accavallandosi e muggendo.

La benchè minima causa era cagione del subito disequilibrio e, quando cause non se ne presentavano, divenuta aggressiva, una ne cercava per la necessità di dilaniarsi e di riversare il suo veleno in altri cuori.