«.... è tramontata la luna e le Pleiadi, è mezzanotte, il tempo passa e io dormo sola....» Commentando poi con certi particolari di terribile audacia che posero in fuga le signore, dignitosamente, per Madre Decenza dai benigni velari.
Più si dilettarono esse nel leggere i numerosi sonetti e gli epitalami inviati per l'occasione.
Uno ve n'era che piacque moltissimo per la sua gentile semplicità. Era di un prete, zio materno di Gian Battifiore e diceva:
«Il canonico Minosa,
parente della sposa,
offre ogni cosa».
E che più?
Poi il rinfresco sparì. L'ora si fece tarda e le vetture furono alla porta.
Cominciò il diluvio dei baci, cominciarono i rigagnoletti di lacrime che si rinnovarono alla stazione. I coniugi Liturgico disparvero poi sotto l'orizzonte mite, verso il paese degli aranci. E le sorelle superstiti, unitamente a Divina, piansero e piansero per l'inarrivabile amore.
Così si sciolse il nodo delle lotte; ma la Republica voleva avere, dopo tanti trionfi, soddisfazione ben maggiore.