«La nostra regione, sacra ormai nella storia pel suo grande còmpito di civiltà e per le vittorie ottenuto contro la tirannìa e gli oppressori, ha in questi giorni conosciuto ciò che sia coronamento di trionfo a centenaria lotta!»

Qualche altro cappello, poi che corse un fremito nelle anime, descrisse il semicerchio laudativo.

— «Noi passiamo nella storia non solo per ciò che volemmo, ma per la nostra tenace volontà di volere!»

Scoppiarono i primi applausi, e l'esaltazione, sì facile a spiriti romagnoli, cominciò a manifestarsi.

— «Ora ciò che abbiamo ottenuto, ha avuto eco subitaneo altrove.

«Ciò che pensavamo lontano, è sorto al nostro fianco. La mutazione sognata è ormai fatto compiuto.»

Ogni capo si scoprì, un mormorìo corse fra gli aspettanti.

Il Popolini riprese:

— «Sconfitti i clericali (vadano i nostri auguri ad Europa Battifiore, gentile rappresentante del nostro partito) e sgominati i monarchici, salimmo al postremo grado del nostro desiderio. Ora non mancava che l'ultimo compimento. E la sorte c'è venuta in aiuto.

«Cittadini!