Interruppe l'aspra battaglia, un gracchiare roco, e il subito apparire, dalla piccola apertura praticata ne l'uscio, di un'ombra nera.

— Ecco Apulinêr! — disse Don Vitupèri.

— Lèdar lo precede sempre — soggiunse Schignòtt.

Lèdar, la cornacchia, giunse zoppicando nel bel mezzo della stanza, spiccò il volo ed andò ad appolaiarsi sopra un'asse vicina al soffitto.

Poco dopo, Apulinèr socchiudeva la porta. Non appena vide gli amici, sussurrò:

— Gargiuvîn è in prigione!

— Lo sappiamo — risposero — e ti aspettavamo.

— Arfàt e Marcôn sono già partiti — soggiunse.

— Lasciali andare.

— Che faremo noi?