Quantunque avesse pensato a Vercingetorige, non lo elesse a vessillo, che gli parve troppo barbaro.
Spiegò a' suoi lettori l'essenza del suo eroe e affisse, su la porta della redazione, un cartello sul quale era stampata la seguente dicitura:
Redazione dell'ARISTOGITONE (*)
(*) Aristogitone e Armodio
antichi greci
famosi per la loro ardita congiura
contro gli odiati tiranni Ipparco e Ippia
figli di
Pisistrato l'usurpatore
ogni buon repubblicano onori la memoria
dei ribelli
Ciò per chi non sapeva. Naturalmente, Aristogitone divenne popolarissimo tra gli uomini rossi. In tal guisa Ardito Popolini dimostrò la sua coltura e la sua originalità e fu gran colpo per gli avversari.
Ora frequentava gli uffici del giornale, i quali consistevano in una sola camera a pianterreno, il Cavalier Mostardo.
Il Cavalier Mostardo aveva quarant'anni.
Portava il cappello su le ventiquattro, il colletto a pistagna e una grande cravatta rossa; era alto, forte e piacente; gran mangiatore e uomo di piacevoli vendette.
Il Cavalier Mostardo era un Nume.
I romagnoli adorano la forza muscolare, e Mostardo aveva dimostrato in varie occasioni di possederne tanta, da far nutrire a' suoi simili savio rispetto per la sua persona. Egli sollevava un uomo di statura media, a braccio teso e con massima disinvoltura; fermava un barroccio trascinato da due mule, afferrandolo per il verricello; faceva divergere le sbarre di un'inferriata, con semplice garbo disinvolto.