— Allora lasciami lavorare, fammi questo regalo!

— Non vuoi ascoltarmi?

— Non ho tempo ora! Intendi o no?

Altra sosta, altro tentativo di lavoro. Il Popolini aveva ripreso l'aire, ma stentando, interrompendosi a tratti, faticosamente, quasi distillasse le parole ad una ad una, dal pensiero ribelle.

Mostardo lo lasciò fare per un po', poi, per la terza volta, con calma indisturbata riprese:

— Io ho un'amante!

Popolini lanciò la penna sul muro, posò con forza le braccia sul tavolo e aprì gli occhi oscuri ed inquieti sul volto del pacifico amico.

— Bravo! — disse il Cavalier Mostardo — ascolta adunque!

Ermelinda è una ragazza onesta, vuol bene a me e basta! Tu non ne vuoi sentir parlare ed hai torto perchè, per mezzo suo, sono sulle traccie di un mistero!

— E quale? — esclamò Ardito.