Don Presente vedendo che i fedeli non erano più assidui alle funzioni religiose, per richiamarli, su la facciata della chiesa, fra due enormi mani nere da l'indice teso, aveva fatto dipingere a lettere cubitali le seguenti parole: — Qui si parla di Dio!
Ciascuno ebbe il suo consiglio o il suo avvertimento severo. La sala si sfollò lentamente e come Don Papera si vide sempre più solo, più il suo timore si accrebbe.
Finalmente rimasero di fronte al gran vescovo dai folti sopraccigli: Don Papera, Don Barchetta, Don Eucaristia, Don Giovanni, Don Crisantemo e Don Amilcare.
Il Vescovo stette alcun tempo in silenzio quasi si concentrasse, poi, da una tasca segreta della lunga veste, tolse una copia de l'Aristogitone.
Don Barchetta tossì e Don Amilcare, un prete donnaiuolo, ciarliero ed aggressivo, mormorò:
— Io non c'entro!
— Neanch'io! — soggiunse Don Papera chinando il capo.
E Don Crisantemo, sacerdote dagli eterni dubbi, chiosò, alzando gli occhi al soffitto e continuando metodicamente la rotazione dei pollici:
— Speriamo!
— Saprete — prese a dire Monsignor Rutilante — come il giornale del partito repubblicano, abbia qualche giorno fa pubblicato un articoletto di cronaca nel quale si minacciano rivelazioni gravi a proposito del noto affare Liturgico-Battifiore. Dette rivelazioni implicherebbero naturalmente una campagna, aspra e dannosa al massimo grado, contro il partito clericale.