Nessuno rispose. Poi, dopo una sosta, Arfàt soggiunse:
— Ma siete ben certi che ci lascino in pace?
Uguale esito di risposta. Nella brigata regnava perenne concordia per questo semplicissimo mezzo di reciproca difesa: se non si trattava di affari gravissimi ognuno che movesse una domanda doveva implicitamente rispondersi; gli altri non interloquivano mai.
Così, allorchè Marcôn disse:
— Êrla, la vecchia del castello dei Lecci, è rimasta contenta. Le ho guarita la figlia che soffriva da sei mesi e più. Male difficile e guarigione portentosa. Êrla è ricca e mi ha pagato bene. Avete bisogno di qualche spicciolo?
Fu come parlasse al vento. Gli spiccioli di un compagno sapevan bene ch'eran anche i loro; questa era vecchia consuetudine. Poi, tanto eran disabituati al possesso speciale della moneta, che ormai non ne conoscevano più il valore. Un soldo equivaleva ad un pane e sta bene; ma Schignòtt, ad esempio, aveva l'abilità di fornirsi quasi quotidianamente di un pane senza bisogno di ricorrere allo sporco dischetto di metallo, ragion per la quale allorchè possedeva un soldo, essendo i bisogni suoi limitatissimi, lo dimenticava in fondo a qualche tasca o lo regalava a Don Vitupèri perchè, come diceva lui, si comprasse un libro o un bicchier di vino, a suo talento. Negli ultimi tempi, su l'alta montagna, un ricco proprietario al quale Schignòtt aveva reso un servizio, gli chiese che pretendesse in compenso. Schignòtt dai capelli rossicci, era bizzarro, aveva certe predilezioni particolari quasi da fanciullo.
Avendo visto in mano al suo debitore del momento un vecchio portafogli tutto sgualcito, lo guardò ben bene e disse poi, chinando la testa da un lato e puntando un dito come soleva fare allorquando gli prendeva vaghezza di una cosa:
— Dammi quello!
— Questo? per che fartene?
— Niente. Dammi quello.