Lèdar tornò nel suo nido sotto le travi. E tutto parve ristabilirsi in pace. Don Vitupèri nulla chiese ai compagni ch'erano stati assenti e i compagni non lo tormentarono con domande importune. Solo Apulinèr, capo della schiera in assenza di Gargiuvîn, domandò:
— Novità?
E Don Vitupèri:
— Nessuna.
— Gargiuvîn è libero?
— Si.
— Sta bene.
Don Vitupèri, seduto sul suo pagliericcio, riprese la lettura interrotta e Schignòtt lo guardò per qualche tempo con molta ammirazione poi gli regalò un soldo, tutto ciò che possedeva e molto più gli avrebbe dato, potendo, perchè, secondo l'idea sua, Don Vitupèri era un Saggio e non doveva che leggere.
Usciti per la città poi, videro le principali vie adobbate come per gran festa, tanto che si guardarono maravigliati. Qualcuno disse loro di che si trattava.
Benchè il centenario non fosse argomento da persuaderli, proseguirono il loro cammino verso la casa di Gargiuvîn, senza più dimandare.