Ardito Popolini li redarguì ma per poco, che qualcuno, più animato degli altri, rispose a' suoi consigli gridando:
— Abbasso la borghesia!
Un bubbolio sordo si levò dalla massa.
Gian Battifiore ch'era poco distante ed udì, si volse di scatto, sbarrò gli occhi e disse forte:
— Ancora un grido come questo e faccio sgombrare il recinto!
Risposero voci di assentimento e di protesta, poi due semplici pennacchi rossi che ondeggiarono sul tumultuare dei grandi cappelli a enormi tese, bastaron a ristabilire la calma.
L'incidente passò inosservato al pubblico delle tribune, ebbro della festevolezza che dànno le mattine placide e serene, le ineffabili mattine primaverili.
Ne l'ampia corona dei due steccati che si svolgevano ad arco e innanzi ai quali erano eretti i palchi per gli invitati, fulgeva tutta la sana, la forte bellezza romagnola.
Il convegno aveva chiamato dalle città vicine, liete comitive di signore e di giovani e la rossa città del piano se n'era improvvisamente animata.
La cosa insolita inorgoglì Gian Battitore il quale vide come non solo egli potesse essere valente e temuto uomo di parte, ma anche abile organizzatore di piacevoli conviti.