Poi come volle la buona sorte, il tumulto parve quietarsi. Passarono le ultime grida:

— Evviva Mazzini e Garibaldi!

— Evviva Ermellini, evviva Saffi!

— Evviva la Repubblica Sociale!

E con più prudente voce:

— Abbasso gli sfruttatori!

Nelle tribune la calma regnò sovrana. Disse Regida alla contessa Marinella:

— Così si commemora la memoria di uno scienziato. La Romagna è sempre originale nelle sue vedute!

Ad un tratto il silenzio s'impose e Gian Battifiore potè pronunziare il suo discorsetto che fu accolto da applausi fragorosi. Seguì il conte Agesilao il quale disse poche parole di presentazione; Fredrich Hoblein salì poi la cattedra degli oratori.

Una grande attenzione si fece intorno. Il Cavalier Mostardo si preparò a l'applauso. L'Hoblein con voce lenta e precisa cominciò.