Nel gesto che fece Bucalosso per scansare Rigaglia, tutti i cinque anelli mandarono un bagliore vivissimo. Erano brillanti. Migliaia di lire sulle dita di un uomo. Linguaggio chiaro; manifestazione imperativa di ricchezza. Ed anche di questo, Bucalosso, era soddisfatto.
Rigaglia notò lo scintillìo e si ritrasse.
— Orco, ch' fugarèna!... (Caspita, che fiammata!...) — disse fra sè.
E Bucalosso salì le scale.
Non bisogna creder ch'egli, a quando a quando, non si guardasse le dita. I suoi brillanti erano come il vino e la paprica al suo cuore e li adorava pensando alla gente. Infatti la maggior parte degli uomini ha le dita disadorne.
— Si può?
Mostardo rispose male dal di dentro, ma credeva fosse Rigaglia.
— No... sono io... Bucalosso!...
Mostardo aprì e riempì di sè stesso il vano della porta.
— Ah!... siete voi, Bucalosso!... Venite avanti.