L'uno qui e l'altro là, seduti in differenti pose: il primo da signore, l'altro da così così.

Si guardarono.

As truvên sémpar par la ripobblica! — incominciò Bucalosso in dialetto. Poi si corresse: — Si truviame sempri per la ripobblica!...

— Cosa c'è di nuovo?... — domandò Mostardo senza concedersi all'ospite.

Av'e' dmand a vo'!... Lu domando a vogli! — rispose Bucalosso riprendendosi in correttissimo italiano, come al solito.

— A me?

— Sicuro! Ieri sera Mazzini... mo sé, la Vegna!... La Vigna, il mio bastardo!...[2] (Un's ciáma Mazzini?... Non si ciama Mazzini?...) Ieri viene a casa e fa e dice: — Bab, uv zerca Zvan... vi zierca Giuvàni... A' fazz me... fazzo io: — L'hai viduto?... — Mo inveci l'era il depotato che gli aveva detto che vinissi a ciaccarare con voi.

Mostardo aggrottò la faccia.

— Dite sul serio?...

— Altro!...