— Non te l'ho già detto che non voglio? Con chi parlo io, eh?... Non mi capisci? Te lo devo spiegare in un altro modo? Vuoi che prenda un bastone e te lo rompa sulle spalle?

E Rigaglia sempre zitto. Quando aveva bevuto, il figlio di Puffone, parlava ancora meno di quando era schietto.

— Be'... va via!

Rigaglia si avviò ma il Cavalier Mostardo lo fermò a mezzo.

— Dimmi un po': chi è che comanda in casa mia?... Sei tu o sono io?... Rispondi: chi è che comanda?...

L'aveva preso per la giacca e lo scuoteva come se fosse stato uno scendiletto.

— Lasciatemi stare...

— Rispondi dunque!... Chi è che comanda?

— Siete voi!

— E se sono io, allora, brutto testone, quante volte te lo devo dire che non voglio vederti con le scarpe coi chiodi!...