E stavano così bellamente dimenticando l'intero universo, assorti nel particolare còmpito del bacio, quando i sette manigoldi, che si eran fermi nella stanza vicina, incominciarono a berciare, a strepitare, a bestemmiare che pareva dovessero finirsi fra di loro in men che non si dica ave.
Ninon Fauvétte fece un viso pien di spavento e, aggrappatasi al nostro Mostardo, gli domandò tremando:
— Mio Dio, che cosa succede?
Allora egli l'abbracciò stretta e tenendola così, la faccia inchina su quella sua dolce creatura, le mormorò:
— No, poverina, non aver paura che non è niente!
— Ma non sentite?
— Sì... sono i miei uomini.
— Si ammazzano!
— Ma no, poverina!... Discorrono. Forse parleranno di politica!
Ed, ahi! che il discorso dei manigoldi degenerò di un subito in un qualcosa che al Cavalier Mostardo parve tremendo!