Rigaglia si mise alla testa e la masnada dietro. Erano appena usciti che la porta si riaprì e comparve il Giovinaccio. Forse Giobbe sullo sterquilinio non aveva un aspetto diverso.
Mostardo lo guardò e scoppiò in una risata. Poi disse:
— Va' di là coi tuoi compagni. Marsc!
Il Giovinaccio scomparve fra le risa del Trancia e di Giovannone.
Fu fatto silenzio.
— Sentite, ragazzi — riprese Mostardo. — Voi dovete rendermi il servizio più grande!
— Per quello che siam buoni, eccoci qua!
— Io ho preso un impegno; un impegno di onore e voglio far fronte alla parola che ho data. Se voi saprete fare, sarete contenti di me. Conoscete la marchesa Alerami?
— Chi, la clericale?
— Clericale o no, questo a voi non deve importare, per adesso! — e sottolineò le ultime parole. — Per adesso noi non vogliamo vedere che una signora, e cioè una donna. Mi spiego?... Dunque questa donna è stata minacciata nella vita, forse dai suoi contadini rossi. Può darsi che qualcheduno abbia intenzione di spararle nel petto e questo non deve essere! Capite, ragazzi? Non deve essere! Io ho pensato a voi. Voi non avrete, in questi giorni, altra occupazione se non quella di guardare il palazzo Alerami e di seguire la marchesa o il marchese quando usciranno dal palazzo. Ci sono due biciclette a vostra disposizione e, tanto per cominciare, venite qua...