Una sera, dopo aver bene serrata la porta della stanza, incominciò, al lume di una candela, a studiare i frontespizi.
I titoli lo sorpresero; lo fecer meditabondo. Ecco: il Conte di Montecristo, I tre moschettieri, La monaca di Monza.
Certo ne aveva sentito parlare; ma dove e quando?... Inoltre potevano quelle opere oscure giovare al suo compito?... Comunque fosse, le mise da parte e continuò l'esame.
Ristette ad un tratto chè gli parve di non aver letto bene. Girò un libriccino da un canto e dall'altro, ne rilesse il titolo: Il libro delli Re!... Ma che roba è questa?...
Era possibile che in casa di un repubblicano par suo potesse trovarsi un'opera simile?... Stette in dubbio e pensò a qualche brutto scherzo de' suoi compagni, per comprometterlo. Ma certo!... Perchè, puta caso, se la polizia avesse fatto una perquisizione in casa sua e fosse venuto alla luce quell'arnese, chi avrebbe tenuto i compagni suoi maligni dall'affermare ch'egli aveva trame segrete con la Monarchia? Però si incuriosì e volle vedere di che si trattava. Sfogliò le prime pagine. La stampa era un vituperio, tanto appariva minuscola. Rilesse:
— Il primo libro delli Re... — rimase pensoso e soggiunse: — Guarda che roba!...
Continuò:
— Or il re David... — Il Re David?... Ma di quale nazione era re David se sui giornali non se ne sentiva parlare mai?... Egli ricordava vagamente un certo David che tirava i sassi... ma era roba da sacra dottrina!... Non poteva trattarsi dello stesso signore. Continuò sempre più perplesso:
— Or il re David divenne vecchio, e molto attempato: e, benchè lo coprissero di panni, non però si riscaldava...
— Be' — fece il Cavalier Mostardo interrompendo la lettura — e che cosa vuol dir questo?... Maledetti monarchici!... Guardate qua, si preoccupano anche se il re ha freddo!...