Niente! Allora il nostro Cavaliere perdette la calma che si era imposta.
— O rispondete, o spariamo!...
In quell'istante si vide un'ombra sorgere dal fondo di un fosso e tentare di darsela a gambe; ma una prima schioppettata partì, alla quale fece seguito un grido di dolore:
— Ahiahi!... Ahiahi!...
Mostardo si lanciò innanzi, seguito dalla masnada. Un uomo era sdraiato sul margine del fosso, la faccia sulla polvere, e si lamentava, una mano su quella parte del corpo che si chiama più nobilmente sedere, appunto per l'uso al quale serve.
— Chi sei? — gli domandò Mostardo.
Lo sconosciuto continuava a lamentarsi senza dar segno di avere inteso.
— Dove sei ferito?
— Non lo vedete? — disse il Cieco di Civitella. — La mano non l'ho mica sul cuore!...
— Si tappa là dove sente male! — aggiunse lo Stangone.