— E vi dividete tre staia di grano in quattro?
— No, in venticinque!...
— Hai capito? — gridò Mostardo. — E siete in venticinque a mangiare, solo con questo po' di roba?
— Sì... ma ci si arrangia.
— Vivete insieme?
— Sì. Nel teatro.
— Nel teatro?...
— Non lo sapete? — domandò il conte Ildebrando, pieno di meraviglia. — Come?... Se è un'invenzione mia!
— Un'invenzione? — domandò Mostardo.
Ma la parte lesa continuava a dolorare al povero Ildebrando il quale, senza pur mai distaccarne la mano, usciva a quando a quando in un appenato: