— Oh Dio... Ahiahi!...
Però non era tanto schiavo del dolore che, posto di fronte a quella che egli chiamava «la sua invenzione», non si risentisse tutto, inalberandosi come un cavallo di buon sangue.
— Voi sapete — riprese il conte Polpetta di fronte alla masnada che ascoltava muta — sapete come la borghesia abbia creato i suoi becchini; questo l'ha detto Marx. E Proudhon che cosa chiede al proletariato?... Di avere un'idea e di saperla realizzare. Ecco il fulcro!... Per cui... Realizzare un'idea vuol dire far camminare il popolo. Il popolo è contro alle caste, e il popolo è la verginità della natura... Ebbene noi, discendenti dell'aristocrazia, diseredati e paria, ritorniamo in seno al popolo; noi portiamo il nostro tesoro mentale ad ausilio del popolo, noi prendiamo la luminosa idea e ne facciamo una realtà contingente. Nobili di nascita, teniamo alla nostra nobiltà la quale si rinverginizza in un principio di comun bene. La nostra idea non è nuova: è nata da trenta secoli!... Ma questo non monta. Trenta secoli per un'idea sono come cinquecentomila anni nella storia della terra! Un sospiro... Per cui!... I più bei genii dell'umanità, da Minosse a Pitagora; da Campanella a Owen sono con noi. L'inevitabile palingenesi sarà nel comunismo. Con la scuola del Lussemburgo noi ci dichiariamo contro qualsiasi «aristocrazia delle capacità» sempre dannosa come certissima fontana di nuove disuguaglianze. Noi, pur serbando l'avita nobiltà come ultima innocua tradizione, anzi come segno di novella aurora, ci schieriamo coi Platoni, coi Cabet, coi Sismondi, coi Saint-Simon, infine con il prodigioso insuperabile Carlo Fourier... per cui!... Carlo Fourier ha ideato il falansterio ma gli uomini, al suo tempo, non erano maturi per la realizzazione di questa divina trovata. Noi siamo maturi! Noi abbiamo il nostro falansterio e, da dieci anni, viviamo avendo tutto in comune... Sì, anche la donna!... Anche la donna!...
Il Cavalier Mostardo stava gonfiando le gote, però, volendo serbarsi nella linea pura del suo dispregio per tutto ciò che non riusciva a intender bene, mormorò:
— Ho capito. Anche voi siete uno della Cattedra!
— Io sono un innovatore! — ribattè il conte Ildebrando.
— Ma scusa, che cosa rinnovi, se hai detto che da trenta secoli le tue idee passeggiano per le piazze?
— Sì da trenta secoli e Cristo è con noi!
— Quale Cristo?
— Gesù di Galilea. Uno dei Santi Padri del comunismo.