— Secondo voi che cosa dovrei fare? Un passo di danza?
— No... ma state calmo... andiamo!... A inquietarvi che cosa ci guadagnate?
— Sicuro — soggiunse il moro Fabrizi.
— Mi fate ridere... mi fate!... — riprese Mostardo. — Qui si tratta della mia riputazione. Se la Repubblica non cammina con me, io posso combinare a questi signori qualche brutto scherzo.
— Ma noi non vi abbandoniamo! — disse il gobbo Pulizia.
— Voi non siete la Cattedra!
— Questa è una vostra fissazione...
Aveva appena detto questo, il gobbo Pulizia, che il Cavalier Mostardo, il quale si era fermo presso una tavola, lasciò andare sulla medesima un violento pugno e gridò:
— Non scherziamo, ragazzi!... Oggi non ne ho voglia!...
I due ebbero un sussulto e allibirono.