Disse il moro Fabrizi:

— Ha ragione!... Oggi non importa scherzare...

Poi, dopo aver discretamente bussato, entrò l'avvocato Suasia. Era di buon umore. Alla prima occhiata si accorse che Mostardo era in burrasca. Gli si accostò, gli posò una mano sulla spalla:

— Che cos'ha, il nostro Mostardone?

Mostardo si rivolse a guardarlo, per nulla mansuefatto dall'allegria dell'amico e compagno e gli domandò brusco brusco:

— Che cosa sei venuto a fare?

— Sono venuto a salutarti, in primo luogo. Ma, è così che si ricevono gli amici?

— Non sei anche tu un ambasciatore dei tamburieri del Circolo Mazzini?

Antonio Suasia scoppiò a ridere.

— Li chiami tamburieri?... Allora siamo ai ferri corti!