Quella domanda così a bruciapelo sconcertò il Cavaliere il quale, per non guardare in faccia donna Alberica, si guardò i calzoni e leggermente spolverandoli rispose:

— Oh dio... cosa vuole?... si fa quel che si può!...

Il Cavaliere non ebbe a notare in quel punto un sorriso maligno dei due gentiluomini.

— Sì, sì — riprese donna Alberica — lo sappiamo! La sua fama è giunta anche a noi.

— Fama?... — soggiunse il Cavalier Mostardo dubbiando. — Forse sarà anche fama...

— E sappiamo benissimo come ella possa fare e disfare.

— Fosse stato una volta!... — esclamò ingenuamente il Cavaliere e appena aveva pronunciato la frase che già ne era pentito.

Donna Alerama frattanto sorvegliava, senza parere, la bella donna affaccendata intorno alla teiera.

— Perchè una volta? — domandò sempre sorridendo donna Alberica.

E quel sorriso continuo, quasi esigente, puntato su di lui come una investigazione, finiva per turbarlo.