— Tutto il mondo non è che un trocaico! Solo per te si dovrebbe morire!...
Ella lo abbracciò stretto stretto poi si fece promettere mille cose ch'egli naturalmente promise.
Sulla porta si fermò ancora a guardarla. La luce dell'amore era su quel volto vermiglio. Ninon Fauvètte era veramente bella nel suo armonico abbandono.
E doveva lasciarla!...
Noi non abbiamo ancora definito il temperamento di un romagnolo puro sangue, nè lo definiremo, chè il nostro eroe si incaricherà di dimostrarlo per conto suo, coi fatti.
Come adunque fu giunto sulla porta ed ebbe veduto, rivolgendosi, quale soavità era costretto a lasciare (e restar non poteva, senza compromettere il buon andamento di centomila cose e una!) fu tanto e tale il dispetto che, non potendo prendersela proprio con nessuno, si lasciò andare tale un violento pugno sulla testa, da traballarne. Poi non volle ascoltare la voce e il tenero invito di lei; non volle sapere più niente e, infilate le scale, si buttò giù a precipizio, chè gli avrebbe fatto piacere se si fosse rotto qualcosa. Ritrovatosi all'aperto, si accorse di aver dimenticato il cappello, ma non se ne curò. Infilò il viale di corsa. Era indispettito e felice. Però ad un tratto, impietrì.
Si guardò intorno, si soffregò gli occhi.
— E la Carlotta?...
Non c'era più! Non c'era più traccia nè di Carlotta, nè di barroccino.
— Per Bios, me l'hanno fatta!...