— Non ne vedo il bisogno. Qui si sta benissimo.
— Vuoi uscire, o no?
— Non ne sento l'urgenza.
— Va bene!
Mostardo aveva finito di parlare. Ora erano le opere che incominciavano. Scostato il pesante tavolo si avvicinò a Libero Bigatti, il quale, vistosi ormai perduto, si era rannicchiato in fondo al divano.
— Vieni fuori!
— No!
Allora se lo prese fra le braccia e, come l'altro si divincolava disperatamente e tentava morderlo, afferratolo per la schiena e per il fondo dei calzoni, se lo levò sulla testa e si diresse all'uscita.
Nessuno intervenne. Non era prudente. Fu il caso che salvò l'anarcoide, perchè, proprio in quel punto sopravveniva una comitiva di giovinastri rossi, i quali quella volta non cantavano l'Internazionale, ma una canzoncina di occasione che dovevano aver composto poco prima. E questa canzoncina diceva:
È la Carlotta, un animal cortese