Il Cavaliere guardò smarrito gli astanti e conchiuse:

— Senta!... Metta tutto quel che vuole!... Per me fa lo stesso!...

La dichiarazione impensierì le due dame e fece ridere la bella.

— Ho detto che fa lo stesso — soggiunse Mostardo — perchè sono di buona bocca!

Passò un silenzio.

Con un panino imburrato in una mano e la tazza nell'altra, circonfuso di tenerezza e di timore, il nostro eroe ristette e più non avrebbe parlato, se donna Alerama non gli si fosse accostata con soave garbo per dirgli:

— Lei non sa ancora perchè ci siamo permessi di recarle disturbo invitandola qui...

— Oh... non lo dica, marchesa!... — interruppe Mostardo. — Solamente l'onore!...

E volle dar forza al discorso, secondo la consuetudine sua espansiva, levando un braccio; ma la tazza se ne risentì e il liquido spruzzò nei dintorni.

— Non si preoccupi — fece donna Alerama. — Piuttosto vuol darmi la tazza?... Guardi... la metta qui...