— Grazie — rispose Mostardo umiliatissimo — ma sono sempre un salame!...

Per quanto il buon repubblicano cercasse affinare il linguaggio, non riusciva a disfarsi delle parole centrali, necessarie al suo corredo come l'acqua alla vita.

Le dame e i gentiluomini finsero non aver udito e donna Alerama continuò:

— Noi volevamo domandarle un grande favore. Vorrà farcelo?...

— Ma per Bios!... E me lo domanda?

— Noi siamo in un grave impiccio... — continuò donna Alerama. — Mio marito, che è partito poco fa per Roma, ha ricevuto in questi giorni molte lettere minatorie nelle quali lo si minaccia nella vita e negli averi... pensi, signore!...

— Ma cosa mi dice?... — fece il Cavaliere e si sporse puntando le mani sulle ginocchia e arcuando spropositatamente le ciglia.

— Pensi!... Vivere sotto questa continua minaccia!...

— Tempi nuovi!... — mormorò il marchese Futa.

E il conte Lanfranco: