Oh Dio che non volevano venire! Finalmente riuscì a toglierne una e ristette pien di fatica.
— Anche l'altra! Presto, chè non ho tempo da perdere.
Domandò ancora; ma con un filo di voce quasi sentimentale:
— Perchè?
Ma si era già inchinato ad ubbidire. Riuscì a sradicare dagli enormi piedi anche la seconda e la posò accuratamente vicino alla prima. E adesso?... Purtroppo non tardò a capire.
Il Cavalier Mostardo si chinò, raccolse le scarpe di Rigaglia e prese risolutamente la via della finestra.
— Cosa fate?
Ma le adorate scarpe eran già volate nella concimaia.
Allora Mostardo si voltò, con la sua faccia burbera, e disse a Rigaglia:
— Così imparerai ad ubbidirmi!... Quante volte te lo dovevo dire che, in casa mia, non voglio vedere gli scarponi coi chiodi?... Adesso basta e va dove ti ho detto.