La cosa turbò molti spiriti.

La borghesia vedeva il Cavalier Mostardo come un diavolo rosso. Se Mostardo dava l'allarme, qualche cosa di molto brutto doveva bollire in pentola!

— Ma perchè suona? — domandò Cesare Baccicalupi. — Suona al fuoco, forse?

Zìrolum strinse la testa fra le spalle:

— Chi lo sa? — rispose.

— Briscola!... — mormorò Oreste Malnessi, che era un giovane senza convinzioni, ridanciano e donnaiuolo.

Primi ad accorrere furono i ragazzi i quali incominciarono a far tanto strepito quanto non ne abbisognava, a mantener la calma nei pavidi cuori. Poi, un uomo che apparve, correndo alla disperata, mezzo vestito in borghese e mezzo in divisa, con, sulla testa un grand'elmo color d'ottone, adorno da un ricco pennacchio rosso e blu; e si diresse all'entrata del Palazzo del Comune, richiamò l'attenzione di molti.

— Ecco Asdrubale Tempestoni!...

— Allora è il fuoco!...

— Che cosa brucia?...