Ah, Uomo Pacato, potreste ben cantarglielo un sogno che le fosse come un amuleto contro l'inevitabile disincanto, poi che l'avete ammaliata!...

Ora l'Uomo Pacato taceva come se non fosse più della comitiva, ma solo con sè stesso, e lontano.

L'ex-onorevole Biancini discuteva con l'avvocato Albati, e Malnessi e Baccicalupi ascoltavano come coloro che poco avean da dire, e sempre a torto.

Fu Biancini che si rivolse all'Uomo Pacato e gli domandò:

— Se non è indiscrezione, si potrebbe sapere a che pensate?

L'Uomo Pacato levò gli occhi e la faccia.

— Pensavo — rispose — come vi sia facile dimenticare le cose che vi stanno sopra; e come possiate trascorrere dalla paura più grande alla più limpida indifferenza, nel termine di pochi minuti.

— Ma voi stesso ci avete derisi quando si temeva! — disse l'avvocato Albati.

— Sì, perchè esageravate allora, come esagerate adesso.

— E in che cosa, di grazia?