E sempre per l'onore e la riputazione della imperatrice sua, aveva escogitato e messo in opera un altro piano. Per salvare Mignon, bisognava deviare all'improvviso, con un bel colpo, l'attenzione del pubblico, far cadere i maldicenti e i nemici nella pania, prenderli allo zimbello dell'inganno. Fu allora che il Cavaliere pensò nobilmente di sacrificare se stesso all'amore di un'altra. Aveva tre innamorate in tasca; non gli restava che scegliere.

Scartata di primo acchito la quarantenne Margherita Ruelli gli restavano Maddalena, che era quella dell'«uomo del mio sogno», e Claretta.

Optò per Claretta. Gli piaceva il nome. La lettera di lei diceva:

Amore mio,

tu non mi conosci, ma tu sei l'oggetto etcetera, etcetera...

Benissimo! Si sarebbe sacrificato a Claretta per salvare Mignon. Ma chi era questa Claretta?... Non gli si sarebbe presentata, putacaso, una qualche ragazza smessa?... Un donzellone che avesse dispettosamente trascinato il proprio pulzellaggio fino alla cinquantina, senza sapere poi rassegnarsi a portarselo con Dio?... Perchè, in tal caso, ah, no per Bios! Il pulzellaggio, se è una cosa di paradiso al tempo giusto, diventa, fuor di stagione, un orrendo sproposito. È buono da rispettare come simbolo, ma alla lontana.

Però non era possibile che una donna di cinquant'anni si chiamasse ancora Claretta; sarebbe stato un anacronismo. Claretta non poteva avere più di venti o venticinque anni. Però come accertarsene?

Le scrisse. Si tenne sulle generali; accusò la propria età.

Signorina,

grazie per la sua lettera e per il suo amore, ma, purtroppo, tutto è illusione! Io ho 55 anni, cara mia!... Una piccola nespola! Che cosa ne pensa lei, coi suoi venti o venticinque annolini? Vuole scommettere che non mi vuole più bene adesso? L'ho sempre detto io, cara mia: è tutta illusione!